Descrizione
Un compiaciuto rapporto sul barone Adelsward-Fersen e il raffinato mondo dei ricchi esiliati di Sodoma a Capri. «Vi si tratta di un militante e scrittore francese, Fersen, che all’inizio del secolo andò a Capri per condurvi vita gaya. È un po’ il catalogo dei pettegolezzi primo-Novecento su personaggi omosessuali». Cfr. Dall’Orto, n. 71
Jacques d’Adelswärd-Fersen [Parigi, 1880 – Capri, 1923), è stato un nobile, scrittore e poeta francese. Ha vissuto gran parte della sua vita tra Francia e Italia, diventando uno dei personaggi più eccentrici e colorati della Belle Époque. Nel 1903 uno scandalo che coinvolgeva alcuni studenti di Parigi, coi quali fu accusato di celebrare messe nere a sfondo sessuale, rese Jacques d’Adelswärd-Fersen una persona non grata nei salotti francesi e compromise i suoi ipotetici progetti di matrimonio. Iniziò allora ad abitare a Capri, dove fece costruire l’imponente Villa Lysis, nella quale visse anche assieme al suo compagno Nino Cesarini, fino al suicidio per mezzo di una overdose di cocaina e champagne nel 1923. La villa Lysis divenne fin da subito ritrovo di intellettuali italiani e stranieri come Ada Negri, Gilbert Clavel, Gabriele D’annunzio, Jean Cocteau o ancora Ephy Lovatelli e Luisa Casati. La sua figura è stata resa celebre dal romanzo L’esule di Capri di Roger Peyrefitte.
Roger Peyrefitte [Castres, 1907 – Parigi, 2000]. Scrittore e saggista francese, difensore dei diritti degli omosessuali. Entrò nella carriera diplomatica nel 1931, come segretario d’Ambasciata ad Atene, collaborò con il governo di Vichy. Fu quindi rimosso da ogni incarico, e potè dedicarsi, a partire dal 1945, alla sola attività di scrittore, pubblicando quello che resterà forse il suo libro migliore Les amitiés particulières (1944; trad. it. 1949), con il quale ottenne il premio Renaudot: un romanzo autobiografico incentrato sull’amore omosessuale tra due adolescenti in un collegio cattolico, diede un altro saggio della sua capacità d’analisi psicologica con La mort d’une mère (1950; trad. it. 1952). Una vena più esplicitamente satirica e polemica, e talvolta scandalistica, si affermò in altre opere, spesso oggetto di violenti attacchi: Les amours singulières (1949; trad. it. 1958); Les ambassades (1951; trad. it. 1952); Les clés de Saint Pierre (1955; trad. it. 1957); Les chevaliers de Malte (1957; trad. it. 1957); L’exilé de Capri (1959; trad. it. 1959); Les juifs (1965; trad. it. 1965); Les américains (1968; trad. it. 1970); Des français (1970; trad. it. 1972). Tra le ultime opere, oltre ai due studi dedicati a Voltaire (Voltaire: sa jeunesse et son temps, 2 voll., 1985; Voltaire et Frédéric II, 2 voll., 1992), originale sintesi di storia, erudizione e ricerca biografica, sono da ricordare: la trilogia Histoire d’Alexandre (La jeunesse d’Alexandre, 1977; Les conquêtes d’Alexandre, 1979; Alexandre le Grand, 1981), il romanzo Le dernier des Sivry (1993) e, a conferma del suo vivo interesse per l’Italia, Retours en Sicile (1996), già apparso in edizione italiana (Ritorni in Sicilia, 1993). Da ricordare, inoltre, il volume che riunisce la corrispondenza (1938-41) fra H. de Montherlant e P. (Correspondance, 1983).