Descrizione
Diviso in due parti: la prima è un lungo racconto sull’educazione sentimentale di un giovane praghese a Parigi La maestra di piano. La seconda, Il barone di Gloeden è la storia romanzata del nobile fotografo tedesco von Gloeden. «Una delle due narrazioni di questo libro è dedicata al fotografo Von Gloeden, mentre l’altra parla della passione incestuosa di una madre per il figlio omosessuale». Cfr. Dall’Orto, n. 70.
Wilhelm von Gloeden (Schloss Volkshagen 1856 – Taormina, 1931) è stato un fotografo tedesco che ha lavorato soprattutto in Italia.Piccolo nobile tedesco del Meclemburg, sofferente di quella che sembra essere stata tubercolosi, si trasferì a Taormina in Sicilia nel 1878. Data la sua ricchezza, procurò una considerevole scossa all’economia locale di questa povera zona d’Italia, cosa che può contribuire a spiegare il fatto che gli aspetti omosessuali della sua vita e del suo lavoro venissero generalmente tollerati dai locali. Von Gloeden, che aveva iniziato a fotografare ragazzi negli anni ’80 dell’800, ma che aveva anche fatto degli studi per ritratti di contadini del luogo e foto di paesaggi, trasformò il suo hobby in una professione redditizia dopo il 1895, quando la sua famiglia ebbe un crollo economico. Da tempo una celebrità locale a Taormina, il suo lavoro (e i suoi modelli) attirarono in Sicilia personaggi in vista dell’epoca, come Oscar Wilde, il “re dei cannoni” Friedrich Alfred Krupp, Richard Strauss, nonché l’imperatore tedesco Guglielmo II. La maggior parte dei lavori di von Gloeden si colloca in questo periodo fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Le sue idilliache “illustrazioni di Omero e Teocrito”, ovvero fotografie di giovani scarsamente vestiti in pose classiche, vennero anche riprodotte come cartoline e godettero di una certa popolarità come souvenir per turisti.
Roger Peyrefitte [Castres, 1907 – Parigi, 2000]. Scrittore e saggista francese, difensore dei diritti degli omosessuali. Entrò nella carriera diplomatica nel 1931, come segretario d’Ambasciata ad Atene, collaborò con il governo di Vichy. Fu quindi rimosso da ogni incarico, e potè dedicarsi, a partire dal 1945, alla sola attività di scrittore, pubblicando quello che resterà forse il suo libro migliore Les amitiés particulières (1944; trad. it. 1949), con il quale ottenne il premio Renaudot: un romanzo autobiografico incentrato sull’amore omosessuale tra due adolescenti in un collegio cattolico, diede un altro saggio della sua capacità d’analisi psicologica con La mort d’une mère (1950; trad. it. 1952). Una vena più esplicitamente satirica e polemica, e talvolta scandalistica, si affermò in altre opere, spesso oggetto di violenti attacchi: Les amours singulières (1949; trad. it. 1958); Les ambassades (1951; trad. it. 1952); Les clés de Saint Pierre (1955; trad. it. 1957); Les chevaliers de Malte (1957; trad. it. 1957); L’exilé de Capri (1959; trad. it. 1959); Les juifs (1965; trad. it. 1965); Les américains (1968; trad. it. 1970); Des français (1970; trad. it. 1972). Tra le ultime opere, oltre ai due studi dedicati a Voltaire (Voltaire: sa jeunesse et son temps, 2 voll., 1985; Voltaire et Frédéric II, 2 voll., 1992), originale sintesi di storia, erudizione e ricerca biografica, sono da ricordare: la trilogia Histoire d’Alexandre (La jeunesse d’Alexandre, 1977; Les conquêtes d’Alexandre, 1979; Alexandre le Grand, 1981), il romanzo Le dernier des Sivry (1993) e, a conferma del suo vivo interesse per l’Italia, Retours en Sicile (1996), già apparso in edizione italiana (Ritorni in Sicilia, 1993). Da ricordare, inoltre, il volume che riunisce la corrispondenza (1938-41) fra H. de Montherlant e P. (Correspondance, 1983).