Descrizione
«Carissimo Sig. Macchia, ho letto con grande piacere e vivo interesse il vostro articolo pel mio cinquantenario e la bella impressione che ho avuto non è per sentimenti egoistici, ché rifletteva alla mia persona; ma per la struttura dell’articolo, pei particolari, per la descrizione dell’ambiente da voi così maestrevolmente resi da destare un vero interesse anche in coloro che non sono stati attori in quel periodo […] sono ben riconoscente alla vostra amichevole benevolenza, la quale si palesa in ogni congiuntura, sempre a mio favore ed a tale riguardo vi sarò sempre grato. Con sentita stima vogliate gradire i miei migliori saluti».
Giuseppe Santojanni, il lungrese che fece cantare Napoli
Giuseppe Santojanni [Lungro, Cosenza 1852-Napoli 1835]. Editore musicale di origini arbëreshë . Si trasferì a Napoli a vent’anni, fece la gavetta come commesso in un emporio musicale. Ma la sua idea era mettersi in proprio e nel 1883 inaugurava, in via Imbriani, il proprio esercizio per la vendita di strumenti musicali, ma soprattutto di proprie edizioni musicali estere e nazionali. Immediatamente le Edizioni musicali Santojanni centravano il successo con la canzone A Capa Femmina su testi di Salvatore Di Giacomo e musica del coriglianese Vincenzo Valente. La sua attività editoriale ebbe un grande impatto sulla diffusione della musica napoletana.
Tra i suoi maggiori successi: O frate ‘e Rosa (E. Di Capua-P. Cinquegrana); Girulà (A. Califano-E. Nutile), ‘E cataplaseme (G. Capurro-V. Di Chiara), O ritorno (A. Califano-P. Fonzo), ‘A tosse (G. Capurro-V. Di Chiara), Catena ‘e rose (O. Amoroso-E. Di Capua), Cierro niro (A. Califano-P. Fonzo). Quando nel 1933 la Bideri acquisì il suo catalogo di canzoni, canti popolari, musica strumentale varia, Napoli e la Calabria perdevano uno dei maggiori protagonisti della propria storia culturale.
Achille Macchia [1885-1958]. Giornalista e critico napoletano attivo nei primi decenni del Novecento. Direttore editoriale e collaboratore di parecchie testate napoletane, tra le quali: Don Marzio, Don Chisciotte, La Tavola Rotonda, Contropelo, Il Mezzogiorno ecc. Salace umorista e attento osservatore dei costumi letterari del suo tempo. Attraverso una collana, da lui diretta, della allora attiva casa editrice Bideri contribuì notevolmente a far conoscere, nell’area meridionale, autori affermati, di passaggio per Napoli: Anatole France, Flaubert, Daudet, Wilde. Nel 1916 scrisse articoli sulla scena artistica giovanile napoletana, contribuendo a delineare le tendenze culturali dell’epoca.