Descrizione
«Bisogna abituarsi a ridere di tutto quello di cui abitualmente si piange, sviluppando la nostra profondità. L’uomo non può essere considerato seriamente che quando ride. Vogliamo perciò sistematicamente: Distruggere il fantasma romantico, ossessionante e doloroso delle cose dette gravi, ridicolizzandole; Combattere il dolore fisico colla parodia del dolore morale. Insegnare ai bambini delle boccacce e delle smorfie da opporre ai dolori, ai lamenti e ai pianti; Invece di fermarsi nel buio del dolore, attraversarlo con slancio, per entrare nella luce della risata; Crearsi da giovani il desiderio della vecchiaia, per non avere da vecchi la nostalgia della gioventù; Trasformare gli ospedali in ritrovi divertenti, mediante five o’clock thea esilarantissimi, café-chantants, clowns. Imporre agli ammalati delle fogge comiche, truccarli come attori, per suscitare tra loro una continua gaiezza. Trasformare i funerali in cortei mascherati (…). Modernizzare e rendere comfortables i cimiteri mediante buvettes, bars, skating, montagne russe, bagni turchi, palestre. Organizzare scampagnate diurne e bals masqués notturni nei cimiteri […]». Cfr. Salaris, Bibliografia, p. 84; Tonini, I manifesti, 69.1