Descrizione
Straordinario cimelio: il manoscritto autografo della celebre Maggio, si’ tu di E. A. Mario
La versione manoscritta – e pressoché definitiva – della famosa canzone napoletana di E.A. Mario, che sarà pubblicata, qualche giorno dopo, per la prima volta, su La Tavola Rotonda. Pasqua – Primavera ‘913. [Dir. Ferdinando Bideri. Red.Capo Biagio Chiara. Anno XXIII N. 8 del 23 marzo 1913]. Le versioni successive del brano riporteranno delle lievi variazioni dovute, molto probabilmente, a sopraggiunte esigenze musicali.
Maggio si’ tu fu commissionata dall’editore Ferdinando Bideri, come lo stesso E. A. Mario ricorderà quasi quarant’anni più tardi: «[…] La storia della pittura e quella della musica son lì a provare che un merito incontestabile spetta agli illustri committenti […] Anche Maggio si’ tu ebbe il suo committente: l’editore Bideri, il quale nel 1911 era stato abbandonato dai più noti autori, passati in blocco agli stipendii d’una società editrice tedesca¹ e al neo-scritturato, da lui deputato a colmar da solo il gran vuoto, disse: “Debbo pubblicare il numero di Pasqua della Tavola rotonda, e mi occorre la rituale canzone di primavera”.
Accettai l’incarico a malincuore, anche perché ero in procinto di partire per Milano: tuttavia buttai giù i primi versi, li musicai alla lesta, e consegnai ogni cosa promettendo di completare il testo nei giorni successivi. Quando il giornale era già sotto i torchi, telegrammi e lettere, solleciti e raccomandazioni, preghiere e minacce, e il testo arrivò a Napoli a tozzi e bocconi: una seconda strofa da Milano, una terza da Firenze, e le bozze furono corrette a Roma. A Napoli ritornai, insomma, quando il numero pasquale già era in vendita […]
Ed ecco ancora una lettera di sollecitazione: un invito perentorio di Sua Maestà Elvira Donnarumma, che invitava il suddito a presentarsi alla sua reggia di Via Flavio Gioia[…] “Voi pubblicate dei capolavori senza farmeli sentire!” mi rimproverò la Diva accigliatissima. Stavo per domandarle di quale capolavoro io fossi l’involontario autore, quando vidi, aperte sul leggio del suo pianoforte, le due pagine di Maggio si’ tu pubblicate dalla Tavola rotonda.
“Fatemela sentire!” Comando e preghiera insieme: a quel tempo – oh, gran bontade de le artiste antique! – le dive autentiche aspettavano l’imbeccata dall’autore. E l’autore in questione aveva un certo flauto nell’ugola. E talvolta ella ne riecheggiava le inflessioni. Gliela imbeccai, quasi improvvisando, perché non ricordavo né un verso né una nota… E quello fu il suo capolavoro! I capolavori, insomma, nascevano dal fatto che gli autentici artisti, prima di badare al contratto con l’impresario – e l’impresario non era mai l’autore – cercavano la canzone autentica. Il mito di Matelda: ecco!». [Cfr. Perché nascevano i capolavori, in: Piedigrotta Mario 1950-51, p. 3]
Elvira Donnarumma fu, la prima interprete di Maggio si’ tu! Il brano entrerà successivamente nel repertorio di Roberto Murolo, Sergio Bruni, Angela Luce e Giulietta Sacco. [Qui puoi ascoltare la recente versione di Alessio e Giancarlo Arena]
¹E.A.Mario, fervente nazionalista, con pochissimi altri, rimase fedele alla casa editrice diretta da don Ferdinando Bideri quando la maggior parte dei colleghi aderì al progetto “Polyphon” . La multinazionale tedesca Musikwerke di Lipsia giunse a Napoli nel 1911 con il loro incaricato Massimo Weber e mise sotto contratto i più grandi nomi della Canzone Napoletana… Libero Bovio, Ferdinando Russo, Salvatore Di Giacomo, Edoardo Di Capua, Vincenzo Valente e un’altra cinquantina di ottimi autori. La direzione artistica della Polyphon fu affidata a Ferdinando Russo.
E. A. Mario, pseudonimo di Ermete Giovanni Gaeta [Napoli 1884 – 1961]. Commediografo, compositore, giornalista, poeta, scrittore. Autore di notissime canzoni di successo in lingua napoletana Comme se canta a Napule, Santa Lucia lontana e in lingua italiana Vipera, La leggenda del Piave di cui ha scritto parole e musica. Insieme a Salvatore Di Giacomo, Ernesto Murolo e Libero Bovio, è da annoverare tra i massimi esponenti della canzone napoletana della prima metà del Novecento ed uno dei protagonisti indiscussi della canzone italiana dal primo dopoguerra agli anni cinquanta, sia per la grandissima produzione – dovuta alla sua felicissima vena poetica – sia per la qualità delle sue opere. È stato autore di numerose poesie e canzoni di significato patriottico.