Descrizione
Vincenzo La Bella [Napoli 1872-1954]. Allievo di Toma, Morelli e Palizzi. Agli inizi della carriera subì l’influenza dei soggetti morelliani poi, a Parigi, si dedicò pure al ritratto e all’illustrazione. Pittore di costume, ritrattista, decoratore d’interni, illustratore, incisore litografo, cartellonista e anche critico d’arte: la molteplicità di attività svolte e la volontà di misurarsi con mezzi espressivi diversi – dal dipinto alla rivista, al manifesto pubblicitario – sono testimoni della versatilità, della curiosità e dell’irrequietezza che spinsero il L. a vivere la propria arte come una costante ricerca, anche se il colorismo, il prevalere della macchia e del contrasto chiaroscurale, il disegno lineare sinuoso (soprattutto a partire dagli anni Dieci), la predilezione per le scene affollate e concitate e una vivida fantasia rimasero sempre caratteristiche della sua opera, tanto come pittore che come illustratore. In Italia si dedicò all’affresco, eseguì diversi quadri di soggetto storico e ritratti di personaggi politici. La sua produzione è molto rara sul mercato. Nel 1892 si recò a Parigi dove gli furono commissionate da F. Méaulle le illustrazioni per i Racconti straordinari di E.A. Poe, lettura che lo impressionò profondamente tanto realizzò una sessantina di composizioni in bianco e nero di notevole qualità, che furono quasi tutte vendute dallo stesso Méaulle singolarmente a collezionisti privati, soprattutto americani. Nel 1899 ricevette diversi incarichi come illustratore, realizzando la copertina per l’albo La Rivoluzione napoletana del 1799 (Morano, Napoli 1899) e le illustrazioni per il libro di poesie ‘N Paraviso (Pierro, Napoli 1899) di F. Russo e per il volume La prostituzione in Napoli nei secoli XV, XVI e XVII (Marghieri, Napoli 1899) di S. Di Giacomo. Realizzò due affreschi (perduti) per l’edificio universitario in corso Umberto I. Collaborò con Il Mattino illustrato, Il Roma della domenica e la rivista milanese Varietas. Fu assiduo frequentatore della casa del pittore E. Dalbono e del caffè Gambrinus, storico punto di ritrovo per artisti, scrittori e politici, partecipando alla decorazione del salone dello storico ritrovo napoletano (De Filippis). Nel 1923 realizzò, insieme con E. Marino, le incisioni in bianco e nero per la prima edizione italiana de Il corricolo di A. Dumas padre, pubblicato a Napoli da Il Mezzogiorno.